Ahmed Abdel-Fattah Salem / Hassan Barakat / Ibrahim Khalifa
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La produzione alimentare genera un’enorme quantità di residui che causano inquinamento ambientale. Ovviamente, molti frutti e ortaggi come guava, olive, mango, arance, ecc. vengono commercializzati principalmente sotto forma di prodotti trasformati, generando grandi quantità di residui costituiti da bucce, polpa e semi. Sorprendentemente, i fitochimici possono essere utilizzati come agenti antimicrobici o antiossidanti, quindi possiamo utilizzare questi residui estraendo tali componenti dai residui stessi e utilizzandoli nella produzione alimentare. Di conseguenza, questi residui sono diventati un materiale prezioso e possiamo trarne vantaggio per ridurre l’inquinamento e aumentare i rendimenti economici. Inoltre, i residui di olive sono un’importante fonte di componenti fitochimici, tra cui fenoli, flavonoidi e flavonoli, che hanno proprietà antibatteriche e antiossidanti, oltre ad altre attività biologiche. Pertanto, questo studio si concentra su come utilizzare i preziosi componenti presenti in questi residui e su come utilizzarli per arricchire alcuni alimenti. Questi componenti sono utilizzati come antiossidanti, antimicrobici, composti aromatici, addensanti alimentari, ecc. Pertanto, dovremmo trarre vantaggio dai residui invece di eliminarli e riutilizzarli per sfruttare tutti i frutti e ridurre i costi del prodotto finale.