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In uno scenario dominato dalle élite salvadoregne, ancora estremamente affascinate dalla cultura europea, intellettuali come Jorge Amado ottennero proiezione e visibilità, aprendo lo spazio per il lavoro di altri intellettuali che sarebbero stati altrettanto importanti negli anni Trenta, come Aydano do Couto Ferraz e Edison Carneiro. Anche se nel 1931 Jorge Amado viveva a Rio de Janeiro per terminare la scuola secondaria e accedere agli studi superiori, continuava a recarsi a Bahia per raccogliere materiale per i suoi romanzi e per visitare amici e familiari. In questo senso, in questo libro analizzeremo il coinvolgimento dei soggetti della ricerca con le questioni relative all’idea di classe, razza e problemi etnico-religiosi. Non avremmo mai immaginato di trovare tali discussioni in articoli pubblicati su giornali, libri e negli atti del II Congresso afro-brasiliano, che si svolse nel gennaio 1937 nella città di Salvador. Il Congresso era uno spazio utilizzato dai comunisti per discutere di questioni razziali e di classe, oltre a fungere da ponte per la fondazione di altri spazi di socialità come l’Unione delle sette afro-brasiliane.