José Luis Ríos Flores / LUIS GERERDO YÁÑEZ CHÁVEZ / Manuel de Jesus A. Ruiz-Esparza
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Tra tutti i settori economici, l’agricoltura è il più sensibile alla scarsità d’acqua, in quanto impiega circa il 70% dei prelievi globali di acqua dolce, il che lo rende il settore con le maggiori possibilità o opzioni di adattamento (UN-Water, 2012). La valutazione dell’impronta idrica offre una nuova prospettiva, in cui il fabbisogno idrico totale viene quantificato e localizzato geograficamente (Aldaya et al., 2011). Il concetto di impronta idrica è stato introdotto come analogia all’impronta ecologica, indicando l’uso dell’acqua piuttosto che quello del suolo. L’impronta idrica è un indicatore dell’uso dell’acqua che mostra l’uso diretto e indiretto dell’acqua. È definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre un determinato bene o prodotto. L’impronta idrica è un indicatore geograficamente esplicito che non mostra solo i volumi di utilizzo dell’acqua e l’inquinamento, ma anche le località.