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Il cianuro è presente sulla Terra da prima della comparsa della vita. Viene rilasciato da diverse fonti, tra cui alcune piante cosiddette 'cianogene'. Queste piante conservano molecole precursori note come glicosidi cianogenici.Più di 3.000 specie di piante li contengono. Le principali piante cianogene sono le Rosaceae (mandorle amare e alloro), le Euphorbiaceae (manioca) e le Poaceae (sorgo). I loro organi (foglie, semi, radici) contengono glicosidi cianogenici specifici come l’amigdalina o la linamarina.L’avvelenamento, acuto o cronico, dipende dalla dose ingerita. La tossicità del cianuro deriva dal blocco della catena respiratoria mitocondriale, con conseguente ipossia cellulare fatale. Dopo l’ingestione, il cianuro viene rapidamente assorbito e metabolizzato, principalmente nel fegato, prima di essere eliminato dai reni. L’intossicazione acuta si manifesta con mal di testa, iperpnea seguita da ipopnea, convulsioni e può portare all’arresto cardiorespiratorio.La conoscenza approfondita delle fonti, del meccanismo d’azione e della tossicocinetica del cianuro è fondamentale per la prevenzione e la gestione efficace degli avvelenamenti.