Larissa Afonso / Silvia Cavalcanti
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Il cancro del pene è una malattia potenzialmente mutilante e i tassi di incidenza possono essere elevati nei paesi in via di sviluppo. Sono stati condotti alcuni studi sul coinvolgimento del papillomavirus umano (HPV) nel carcinoma del pene, che hanno rilevato la presenza dell’HPV nella metà delle lesioni maligne del pene, con una prevalenza più elevata dell’HPV 16 e 18. Si presume che alcuni cofattori, come le infezioni da virus di Epstein-Barr (EBV), possano svolgere un ruolo nella progressione della neoplasia del pene. Lo scopo di questo studio era determinare la prevalenza dell’HPV e dell’EBV nelle lesioni maligne del pene negli uomini brasiliani attraverso l’uso di tecniche di biologia molecolare. La prevalenza dell’HPV tra gli uomini testati era elevata. Tra gli uomini risultati positivi, quasi un terzo presentava l’HPV 16, seguito dall’HPV 18 e dall’HPV 45 e dall’HPV 6 a basso rischio. Per quanto riguarda la positività all’EBV, la metà dei campioni conteneva DNA dell’EBV, con l’EBV-1 come tipo più prevalente. Quasi un terzo degli uomini era coinfettato sia da HPV che da EBV. L’eziologia del carcinoma del pene non è stata completamente chiarita e il ruolo delle infezioni da HPV ed EBV, singolarmente o in sinergia, è ancora controverso. Sono quindi necessari ulteriori studi per determinare il loro possibile ruolo nella carcinogenesi.