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Questo libro affronta una delle forme più dannose ma meno riconosciute di ingiustizia: il silenzio delle persone in quanto conoscitori. Basandosi sull’influente teoria di Miranda Fricker, mostra come agli individui venga negata credibilità e comprensione non per quello che dicono, ma per quello che sono. Attraverso un’acuta esplorazione dell’ingiustizia testimoniale ed ermeneutica, il libro svela come il pregiudizio determini quali conoscenze contino, quali esperienze siano importanti e quali voci siano ignorate. Collocando queste idee nel contesto nigeriano, il libro mette in luce le profonde conseguenze intellettuali e sociali dell’esclusione di certe voci nelle classi, nelle comunità, nelle istituzioni e nel discorso nazionale. Con un’analisi chiara e una critica ponderata, il libro valuta le strategie di Fricker per affrontare questi danni e propone soluzioni sensibili al contesto per una cultura epistemica più giusta e inclusiva.Il libro, perspicace e urgente, chiede una società in cui ogni voce sia ascoltata e ogni persona sia riconosciuta come un vero portatore di conoscenza.