Efthimia Tsolakidou / Savvas Stavridis
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Questo articolo affronta la questione fondamentale dell’uso sicuro di Internet tra gli studenti delle scuole primarie, un gruppo vulnerabile esposto a rischi quali il cyberbullismo e il grooming. La ricerca esamina gli atteggiamenti dei principali soggetti interessati. Gli studenti spesso si trovano ad affrontare esperienze non sicure e materiali inappropriati, mentre i genitori lottano con il divario digitale e la tecnofobia, ostacolando una comunicazione efficace. Gli educatori riconoscono l’importanza della sicurezza, ma spesso segnalano una mancanza di competenze e strumenti adeguati. Le principali minacce trattate includono malware (virus, trojan, worm), truffe (phishing), giochi violenti e disinformazione. Le strategie di intervento sono classificate come pedagogiche, che prevedono una formazione continua, la vigilanza dei genitori e l’uso di scenari di apprendimento esperienziale/giochi di ruolo, e tecnologiche, che richiedono l’installazione di sistemi di controllo parentale (filtraggio), antivirus e firewall. Interventi specializzati sono offerti da enti pubblici, come la Procura per i reati informatici e la hotline di segnalazione SafeLine. I risultati complessivi evidenziano il ruolo dominante della scuola come fonte primaria di informazioni sulla sicurezza per i bambini.