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La costa tunisina, rappresentativa delle coste mediterranee vulnerabili ai cambiamenti climatici, all’innalzamento del livello del mare e alle pressioni antropiche, mostra un’erosione diffusa che interessa sia i settori naturali che quelli urbanizzati. Sono state analizzate tre aree: Rafraf, il Golfo di Tunisi (Port aux Princes-Sidi Daoued) e Hammamet. A Rafraf, un canale di scolo favorisce l’accrezione a monte, ma provoca uno squilibrio dei sedimenti a valle. Tra Port aux Princes e Sidi Daoued, nonostante l’assenza di pressioni antropiche importanti, l’arretramento della linea di costa nell’ultimo secolo è legato all’innalzamento del livello del mare e all’idrodinamica locale. Ad Hammamet, l’erosione recente è stata accentuata dall’urbanizzazione e dall’aumento dell’energia idrodinamica, che ha portato a una variazione della granulometria dei sedimenti. Questi risultati evidenziano il ruolo centrale delle cellule costiere e l’importanza di una gestione integrata e sostenibile delle coste mediterranee, basata sulla comprensione dei processi naturali e sull’adattamento ai cambiamenti climatici.