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Il testo che segue mira a esporre in modo sintetico una nozione di diritto avuta dagli indigeni nelle loro comunità, nonché la sua costruzione giuridica interna, basata sui loro costumi e tradizioni. A tal fine, è stata affrontata la questione del diritto di punire dello Stato, utilizzandolo come standard di confronto con ciò che accade internamente in un villaggio. Da ciò si è dedotto che, anche se il capo tribù è considerato esternamente una figura religiosa e, per questo motivo, non è considerato detentore di potere politico e decisionale, non essendo in grado di guidare i comportamenti, internamente si verifica qualcosa di simile alla costituzione sociale di cui si ha conoscenza. Cioè, non solo il capo tribù ha potere decisionale, ma determina anche comportamenti dannosi o benefici all’interno del villaggio, poiché è visto come leader e autorità dagli indigeni. Tuttavia, nonostante il riconoscimento della diversità culturale e del diritto alla differenza, il comportamento comune della società brasiliana è quello di integrarsi nella presunta 'società civilizzata e omogenea' che costituisce lo Stato, un precetto acquisito da una cultura di sfruttamento e di soppressione dei diritti originari inerenti agli indigeni.