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Questo libro, scritto sullo sfondo dell’internazionalizzazione del portoghese brasiliano, studia gli aspetti culturali e ideologici che alimentano lo stereotipo 'sottomesso' attribuito al genere femminile e lexicalizzato, in Brasile, dalla parola 'amélia'. L’uso di questa parola culturale brasiliana (parola inserita nel vocabolario del portoghese brasiliano per designare una donna sottomessa) in 120 articoli (tra blog, cronache, comunità Internet, saggi, testimonianze) ha contribuito all’incontro di questi tratti culturali e del contenuto legato a questo vocabolo e, di conseguenza, alla negoziazione ideologica e culturale che si stabilisce fortemente a partire da esso. La complessità linguistica di 'amélia', il suo carico semantico e il suo grado di rappresentatività sociale nei gruppi identitari femminili, ci spinge a cercare di comprendere un po’ di più anche la società che proietta avatar ideologici nella sua lingua e a partire da essa.