ASHIEASHIE NGUEMO / Peter Mande / VERSHIMA MANDE
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Il termine 'vizi' deriva dalla parola latina vitium, che significa difetto o mancanza. I vizi si riferiscono a cattive abitudini o attività immorali, comunemente osservate tra i giovani. Ne sono un esempio la prostituzione, l’abbigliamento indecente, la rapina, il cultismo, la tossicodipendenza, la negligenza negli esami, il gioco d’azzardo, il fumo, le attività sessuali prematrimoniali, lo stupro, l’alcolismo e l’uso di sostanze illegali. I vizi sociali sono comportamenti che contraddicono le aspettative della società basate su codici morali consolidati e sono considerati dannosi, malsani e disapprovati dalla società. Secondo Igwe (2014), i vizi sociali sono azioni antisociali che violano le norme e i valori della società, che vanno dal vestire in modo osceno alla frode finanziaria, al cultismo, al rapimento e al teppismo. Analogamente, Omonijo et al. (2013) descrivono i vizi sociali come azioni che contravvengono ai valori culturali e ai codici di condotta stabiliti a causa di omissione, commissione o negligenza. I vizi sociali spesso derivano da comportamenti disadattati all’interno della società e sono particolarmente dannosi per il sistema educativo della Nigeria. Ayodele (2005) sostiene che questi vizi riflettono il carattere di un popolo, esponendo la sua capacità di nuocere, l’avidità e l’egoismo.