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Il calcio togolese soffre di un male che compromette la convivenza, fondamento di una pace duratura nonostante le considerazioni politiche. Invece di trovare un vero rimedio a questo male, caratterizzato dallo sfruttamento dei giocatori, dal clientelismo, dagli interessi egoistici, dalle malversazioni finanziarie, dalle ingiustizie nei confronti degli ex giocatori e dallo spiritualismo, le cui conseguenze continuano a essere drammatiche per la nazionale di calcio, i becchini, al contrario e in barba a tutte le regole morali ed etiche, continuano a spingere questo sport verso il baratro. A coronamento di tutto ciò, la mancanza di patriottismo, solidarietà e fratellanza tra i giocatori sta causando antipatia, odio e desiderio di danneggiare gli altri, la cui ambizione è quella di alzare il livello di questo calcio morente, per avvelenare l’ambiente sportivo. Tata Adaglo Avlessi è stata una di queste vittime, ingiustamente trascinata nel fango. Oggi il calcio, l’unico simbolo dell’unità nazionale, fatica a uscire dal baratro. Per comprendere meglio la torbida storia del calcio togolese, questo libro arriva al momento giusto.