Adithya Miriyala / Aditya Anand / Manish Kumar Chitranshi
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L’emergente esigenza indiana di comfort termico negli edifici commerciali ha aumentato la dipendenza dal raffreddamento meccanico, che comporta un maggiore consumo di energia, costi operativi più elevati e inquinamento ambientale. Si tratta di una sfida molto intensa nelle aree calde e secche, dove la temperatura è solitamente superiore a 45 gradi centigradi ed è difficile stare bene all’interno. Il raffrescamento passivo è un’alternativa ecologica perché riduce al minimo il guadagno di calore, massimizza la dissipazione naturale del calore e mantiene gli ambienti interni confortevoli senza sistemi ad alta intensità energetica.Le caratteristiche di raffrescamento passivo, come i cortili, gli schermi Jaali e i muri spessi che erano ben utilizzati nell’architettura tradizionale indiana, hanno ispirato l’approccio attuale di dispositivi di ombreggiamento, tetti freddi, alberi, massa termica, ventilazione notturna e raffreddamento evaporativo. Le ricerche indicano che queste tecnologie hanno prestazioni diverse, ma quando vengono utilizzate insieme a livello di sito, edificio e involucro, hanno un impatto significativo sui carichi di raffrescamento meccanico, motivo per cui vengono applicate al meglio nei climi caldi e secchi.