Lalita Panda / Prabhat Kumar Rai
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È risaputo che l’inquinamento atmosferico, in particolare quello da particolato, proveniente da molteplici fonti (industrie, veicoli, rocce, attività minerarie e cave), rappresenta una minaccia sia per l’ambiente che per la salute umana. Negli ultimi dieci anni, l’inquinamento ambientale e l’esposizione umana al particolato sono aumentati in modo drammatico. Tuttavia, non è stato condotto alcuno studio sistematico in regioni collinari ecologicamente sensibili come Aizawl, nel Mizoram, nell’India nord-orientale, che è anche parte integrante della regione estremamente diversificata dell’hot spot indo-birmano. Non è stato effettuato alcuno studio comparativo per esaminare gli impatti dell’inquinamento atmosferico sulle piante comuni, con le loro possibili innovazioni fitotecnologiche e la caratterizzazione socio-economica in due siti con caratteristiche geografiche diverse. Il presente studio rappresenta un primo passo importante e giustifica ulteriori sforzi che potrebbero aprire la strada alla valutazione della fattibilità di queste piante nel contesto della loro potenzialità di essere piantate in altre aree urbane con carichi di inquinamento variabili. Si tratta di una tecnologia economicamente vantaggiosa per il controllo delle emissioni di particolato e gassose generate dal traffico veicolare, dalle emissioni domestiche e persino da quelle industriali.