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Con una storia sindacale in gran parte ereditata da quella della Francia metropolitana, il Senegal ha saputo dotarsi nel corso degli anni di un sindacalismo forte e atipico, adattato alle realtà locali. Questo margine di progresso e di trascendenza testimonia un rinnovamento sindacale che si identifica sempre più con quei lavoratori che ne costituiscono la pietra angolare. Nonostante questo slancio rinnovatore, il diritto sindacale senegalese è sempre rimasto conforme alle norme e ai principi internazionali stabiliti dall’OIL, in particolare attraverso la ratifica delle convenzioni n. 98 e n. 87 che pongono le basi per la tutela della libertà sindacale e del diritto alla contrattazione collettiva. Il Senegal ha così rafforzato il proprio impegno a favore della democrazia sociale a scapito della democrazia politica. Attraverso questo quadro di dialogo e concertazione che è la contrattazione collettiva, gli attori del mondo del lavoro dispongono di uno strumento consensuale per far valere le proprie rivendicazioni e di uno spazio in grado di garantire un clima sociale sereno. Tuttavia, l’evoluzione della contrattazione collettiva in Senegal rimane intrinsecamente dipendente dal susseguirsi dei regimi e dai cambiamenti politici.