Julien Ntendo Biasalambele S.J.
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L’ideale della conoscenza giustificata, considerata l’unica degna della scienza, e l’idea di una razionalità immediata che essa sancisce hanno fortemente influenzato la riflessione epistemologica negli ultimi secoli. Ma queste esperienze cosiddette cruciali sono davvero i giudici supremi della razionalità? I fatti sono così ostinati da non poter essere confutati da alcuna teoria? L’induzione è al riparo da ogni sospetto? Esiste un rifugio sicuro contro l’irrazionalismo e lo scetticismo sempre incombente? Il presente volume riporta il lettore nel dibattito acceso sul criterio di demarcazione, sulla struttura sincronica propria del gioco scientifico, sul carattere razionale e sul progresso continuo della scienza. Esso ripercorre i contorni dei dibattiti Lakatos-Popper-Kuhn, che hanno fatto da trampolino di lancio alla metodologia lakatosiana, partendo da una sostanziale revisione del criterio popperiano, al fine di risparmiargli, si ritiene, le critiche di Kuhn. Ne emerge quindi la necessità di una struttura storico-normativa, che garantisca la ricostruzione storica della razionalità scientifica. Quest’ultima rimane sempre imperfetta, ricostruita in una dialettica che integra la storia interna e la storia esterna delle scienze.