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Il samba, il linguaggio musicale che rappresenta la cultura afro-brasiliana, è stato iscritto nella storia come segno dell’identità brasiliana negli anni Trenta attraverso un immaginario mitico e una politica economica.Questo studio analizza l’emergere del samba nella città di Rio de Janeiro e la sua incorporazione nella storia della produzione culturale in Brasile, nonché la sua iscrizione come bene culturale e l’immaginario politico degli anni Trenta. Pur rappresentando il Brasile a livello internazionale, la cultura afro-brasiliana è stata effettivamente incorporata come parte della memoria e dell’identità della nazione solo attraverso le politiche di azione positiva a partire dagli anni Settanta.Vengono sottolineati gli antagonismi presenti in questo quadro discorsivo e le soluzioni trovate per combattere il razzismo. Viene postulata una teoria materialista del discorso, che costituisce la sistematizzazione di un livello di esistenza socio-storica e geopolitica, in cui confluiscono concetti che sottolineano la materialità discorsiva inscritta nella musica popolare brasiliana durante l’era Vargas.