Ana Katarina Campelo / Henrique Zaidan
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Questo lavoro esamina l’ipotesi della convergenza beta per le prime 12 nazioni che hanno aderito all’Unione Monetaria Europea. In tal modo, si cerca di capire se l’integrazione monetaria, attraverso l’inclusione di una variabile dummy, abbia ridotto o meno la povertà dei paesi coinvolti. Il periodo analizzato va dal 1971 al 2010, con dati forniti dalla Penn World Table e dalla Banca Mondiale. Inoltre, vengono calcolati indicatori di disuguaglianza, come l’indice di Theil, il coefficiente di variazione (sigma di convergenza) e il rapporto tra ricchezza e povertà, che modelleranno un modello di crescita europeo. Per verificare o meno l’esistenza della convergenza viene utilizzata la metodologia proposta da Barro (1991), nonché l’incorporazione del modello di dati in panel, combinato con l’effetto fisso, realizzato da Abitante (2007) e Bertussi (2009). I risultati ottenuti indicano una situazione di divergenza di reddito, ovvero non esiste una convergenza condizionata, quindi le nazioni più ricche crescono a tassi superiori rispetto a quelle povere, causando il protrarsi delle disuguaglianze.