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Lo studio delle Biblioteche di Alessandria ci spinge a pensare alla ricerca di una possibilità di comprensione, di uno sguardo sull’Egitto antico e moderno, per esaminare come gli usi politici del mito creato nell’antichità abbiano permesso il processo di creazione della Biblioteca Alessandrina nel XXI secolo. In altre parole, l’obiettivo è analizzare la rete formata intorno al mito di Alessandria e gli usi politici di questo mito in relazione alla memoria e all’oblio, nella produzione di conoscenza, come tattiche di dominio attraverso la conoscenza. La memoria e l’oblio derivano da pratiche sociali storicamente costituite fin dalla comparsa della scrittura antica, e possono essere viste più chiaramente nella creazione di biblioteche fin dall’antichità, così che la raccolta di migliaia di tavolette o rotoli di papiro è legata alla necessità di ricordare, in altre parole, alla possibilità di usare la scrittura contro l’oblio. La storia dell’antica biblioteca è avvolta da miti e leggende e ancora oggi abita l’immaginazione di ricercatori e storici di tutto il mondo; nonostante la sua importanza nell’antichità, ne sono state trovate solo poche tracce.