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La Cistellaria, una delle commedie meno note di Plauto, è stata tramandata in un pessimo stato. I Palatini, che insieme al palinsesto Ambrosiano tramandano le cosiddette 'commedie varroniane', presentano infatti al centro una grossa lacuna di oltre 600 versi - dovuta a un’accidentale caduta di alcuni 'quaterniones' dell’archetipo - e, per supplire in qualche modo a tale perdita, non resta che tentare di decifrare l’assai poco leggibile palinsesto Ambrosiano. Dopo il grande lavoro di Studemund e quello di Stockert, attraverso l’elaborazione fotografica digitale e le ricostruzioni di Teresa De Robertis, si è cercato di analizzare le immagini digitali a infrarossi tratte dall’Ambrosiano, in una sezione molto danneggiata, con un testo disseminato di buchi, in parte attribuibili all’utilizzo della tintura di noce di galla da parte di Angelo Mai, in parte causati dall’inchiostro aggressivo della scriptura superior del testo biblico posizionato proprio sul testo di Plauto.