Matthias Paul Friedrich Kennert
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Dalla fine della Guerra Fredda, la ragion d’essere dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord è stata oggetto di attento scrutinio. Nel frattempo, la criminalità organizzata transnazionale è diventata uno degli obiettivi principali della NATO, come dimostrano le operazioni di contrasto alla pirateria al largo delle coste della Somalia e gli sforzi di lotta al narcotraffico nell’ambito della missione della NATO in Afghanistan. Nella prima parte, questo libro fornisce una panoramica approfondita sui recenti sviluppi della criminalità organizzata transnazionale e illustra gli elementi chiave del dibattito sull’agenda della NATO dopo la Guerra Fredda. Nella seconda parte, valuta due fattori esplicativi dell’impegno della NATO nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale. Da un lato, analizza l’influenza degli Stati membri della NATO nell’assegnare alla NATO il compito di combattere la pirateria e il narcotraffico. Dall’altro lato, il libro fa luce sul confine sempre più labile tra sicurezza interna ed esterna, che porta a una percezione mutevole della minaccia e a un ruolo di polizia della NATO. Il libro amplifica la crescente importanza della criminalità organizzata transnazionale per la sicurezza internazionale e l’esercito e fornisce una teoria innovativa per il dibattito accademico che copre le relazioni principale-agente.