Antonio Aguilar / Mônia Maia de Lima
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Nel 2008, il Comune non ha raggiunto l’obiettivo di indagare sulle morti infantili e sulle morti delle donne in età fertile. Nel 2010/2011 il Comune ha fatto progressi rispetto agli obiettivi proposti. Durante questo periodo si è registrata una riduzione della mortalità infantile, neonatale e post-neonatale. La percentuale di morti materne indagate è aumentata. Si è registrata una predominanza di madri di età compresa tra i 20 e i 30 anni (57,14%), con 8-11 anni di scolarizzazione (60%), nubili (62,86%) e casalinghe (48,57%). Tra gli indicatori di morte infantile, si è registrata una maggiore predominanza di madri con un solo figlio (45,71%), il 77,14% con nessuna storia di bambini morti, l’82,86% con un’unica gravidanza, il 45,71% tra le 28 e le 31 settimane, il 31,4 ha avuto più di 7 consultazioni prenatali e il 62,86% ha avuto un taglio cesareo. Per quanto riguarda le morti infantili relative ai neonati, c’è stata una maggiore predominanza di bambini nati tra 1 e 1,4 kg (31,43%), maschi (54,29%), marroni (51,43%), APGAR da 7 a 10 (45,71%) e altre cause di morte perinatale (28,57%). Delle 4 morti materne, il 75% aveva un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, era bruna (50%), in unione stabile (75%), era morta in puerperio (50%) ed era casalinga (75%).