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Tra Kinshasa e Kigali infuria una guerra silenziosa: la guerra per l’informazione. Questo conflitto sta ridefinendo gli equilibri di potere nella regione dei Grandi Laghi. Le radio locali, i giornali, le televisioni e i social network stanno diventando campi di battaglia dove si scontrano storie, discorsi e percezioni.Questo libro analizza in profondità le radici storiche del conflitto, dal genocidio ruandese alle guerre del Congo, e sottolinea l’importanza strategica delle risorse minerarie, delle narrazioni sulla sicurezza e della diplomazia regionale. Più che di un confronto territoriale, si tratta di una lotta per il controllo delle menti.Attraverso l’esplorazione delle strategie digitali, delle campagne di disinformazione e delle vulnerabilità socio-numeriche, l’autore decifra l’impatto di questa guerra cognitiva: incitamento all’odio, indebolimento della sovranità e manipolazione dell’opinione pubblica, ecc.È un libro che fa riflettere e che offre chiavi di lettura per capire come l’informazione sia diventata un’arma al centro del conflitto tra Kinshasa e Kigali e perché il suo controllo sia oggi una questione vitale di sicurezza nazionale e regionale.