M.A Shaz / O.N. Srivastava / Rohit R Shahi
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È ormai opinione condivisa che, per lo sfruttamento dell’idrogeno, in particolare nel settore dei trasporti su gomma, lo stoccaggio rappresenti la questione cruciale. Sono stati dedicati enormi sforzi alla ricerca e allo sviluppo di materiali in grado di immagazzinare una quantità sufficiente di idrogeno, in modo da garantire un’adeguata capacità di stoccaggio e, al contempo, possedere caratteristiche termodinamiche e cinetiche idonee. Dopo circa due decenni di ricerca, il panorama dei materiali per lo stoccaggio dell’idrogeno ha subito una profonda trasformazione, passando dai tradizionali idruri metallici (con circa il 2% in peso) agli idruri complessi e chimici, che comprendono un’ampia varietà di materiali dotati di elevata capacità di stoccaggio. L’introduzione degli idruri complessi nello stoccaggio dell’idrogeno ha stimolato l’interesse dei ricercatori nella progettazione e nell’ottimizzazione di nuovi materiali. Questi materiali soddisfano la maggior parte dei requisiti stabiliti dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. I materiali per lo stoccaggio dell’idrogeno possono essere raggruppati in tre tipi fondamentali in base alla natura del legame metallo-idrogeno. Si tratta di: (a) idruri elementari, (b) idruri intermetallici e (c) idruri complessi. Gli studi discussi e descritti in questo libro si sono concentrati sulle tre diverse classi di idruri sopra menzionate.