Akhil Anton Joy / Kumar Amit / Pradeep Raghav
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Un trattamento ortodontico prolungato aumenta il rischio di problemi dentali come carie, problemi parodontali, disagi e riassorbimento radicolare. L’ortodonzia accelerata affronta questi problemi accelerando il movimento ortodontico dei denti (OTM) con metodi chirurgici e non invasivi. Le tecniche chirurgiche come la corticotomia e le punture ossee piezoelettriche stimolano l’OTM inducendo una lesione ossea controllata, innescando il Fenomeno Accelerativo Regionale (RAP), che accelera l’osteoclastogenesi e il movimento del dente. Tuttavia, questi metodi invasivi possono provocare dolore, sanguinamento e una ridotta compliance del paziente. Le alternative minimamente invasive, come la piezochirurgia, la fibrochirurgia e le micro-osteoperazioni (MOP), offrono benefici simili con minori complicazioni. Le tecniche non invasive, tra cui il laser e le vibrazioni, si sono dimostrate efficaci nel migliorare il rimodellamento osseo. La laserterapia a bassa energia (LLLT) è ampiamente utilizzata in ortodonzia per i suoi effetti biostimolanti, accelerando l’OTM, favorendo la ritenzione e fornendo sollievo dal dolore. Mentre le MOP e la LLLT sono efficaci singolarmente, il loro impatto combinato sull’accelerazione dell’OTM è meno esplorato. Questa rassegna mette in evidenza le MOP, la LLLT e il loro potenziale.