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Questo libro filosofico sottolinea il ritrovamento del concetto di assurdità sotto il tema dell’esistenzialismo in entrambe le opere teatrali: Aspettando Godot (1952) di Samuel Beckett e L’ultima metafora (2014) di Usman Ali. Ciascuna opera illustra gli elementi dell’assurdità, che tuttavia si ritrova nel credo esistenzialista e nelle scelte che facciamo sono impudenti. L’illustrazione mette in evidenza la percezione comune e parallela di sottolineare gli aspetti umanistici. Il ricercatore evidenzia che la problematica affrontata in questo lavoro è legata al termine assurdità tratto da Il mito di Sisifo (1955) di Albert Camus e all’indagine comparativa del successivo concetto di esistenzialismo in entrambe le opere. I personaggi sono stati ritratti abilmente utilizzando l’edificio assurdo e l’eleganza. Questa nozione mira a esaminare la dissertazione e i principi esistenziali sotto il concetto di assurdità nel Teatro dell’Assurdo (1960). Il ricercatore conclude che nel Teatro dell’assurdo i personaggi, irrazionali e imprigionati in condizioni assurde, devono vivere o piuttosto riempire il tempo commettendo atti insensati e irrazionali, presenti soprattutto nelle loro sequenze quotidiane.