Manjunath P. Puranik / Reny Joseph M. / Uma S. R.
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La lattato deidrogenasi salivare (sLDH) riveste grande importanza, in particolare nell’identificazione dei pazienti affetti da disturbi orali potenzialmente maligni (OPMD). La lattato deidrogenasi è presente nel citoplasma di quasi tutte le cellule del corpo umano e, in seguito alla morte cellulare, diventa extracellulare. Pertanto, livelli elevati di questa enzima potrebbero indicare un danno tissutale sottostante e una necrosi cellulare. La diagnosi precoce e l’intervento tempestivo in caso di OPMD sono essenziali per prevenire la trasformazione maligna e migliorare gli esiti clinici, il che sottolinea l’importanza di strategie di screening efficaci. La diagnostica salivare ha suscitato interesse per il suo potenziale di rivoluzionare la diagnosi precoce attraverso l’identificazione di biomarcatori associati alle OPMD. La saliva offre diversi vantaggi, tra cui la facilità di raccolta, il campionamento non invasivo e la conservazione e il trasporto relativamente agevoli, rendendola un mezzo diagnostico promettente. Pertanto, un aumento della concentrazione di sLDH può fungere da potenziale indicatore di danno cellulare e di alterata integrità della mucosa associati alle OPMD, evidenziandone la possibile utilità come biomarcatore per la loro diagnosi precoce e la prognosi.