Librería Samer Atenea
Kálamo Books
Librería Elías (Asturias)
Librería Kolima (Madrid)
Librería Proteo (Málaga)
Haiti sta attraversando una fase di stallo nella crescita economica. E questa situazione non è una novità. Le statistiche dimostrano che, dal 1970 ad oggi, il Paese non ha mai registrato un decennio consecutivo di crescita. In altre parole, la crescita non è mai stata sostenibile. Secondo la Banca Mondiale nel rapporto 'Haiti: opportunità per tutti', dal 1971 al 2013 il PIL pro capite haitiano è diminuito in media dello 0,7% all’anno. Eppure, è evidente che i bisogni di ogni genere e le bocche da sfamare aumentano incessantemente. Va quindi da sé che la crescita sia necessaria per il Paese. Ma per ottenere la crescita, come è ben noto nella letteratura sull’argomento, occorrono investimenti produttivi. Haiti is open for business è uno slogan piuttosto in voga nel Paese dall’ascesa al potere di Michel Joseph Martelly nel 2011. Come a dire che il Paese sarebbe aperto agli investimenti diretti esteri. Se alcuni apprezzano questo slogan basandosi sulla logica e sul buon senso, noi optiamo invece per un approccio piuttosto scientifico per comprendere la questione degli investimenti diretti esteri ad Haiti in tutta la sua complessità.