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Quali forze rapiscono il futuro di una generazione? Come resistere quando il mondo sembra fatto apposta per emarginare? Questo libro nasce da queste domande, e Tubias Capaina intreccia la propria storia con una rigorosa analisi sociale. È cresciuto nella Zambézia, è stato allevato dalla nonna, ha perso la madre in tenera età e ha dovuto affrontare l’assenza paterna e le difficoltà materiali. Partendo da questo percorso, costruisce una lettura critica della gioventù delle periferie.L’autore percorre la strada che va dal Mozambico al Cile, dove osserva le contraddizioni del neoliberismo, smaschera le istituzioni escludenti, analizza le relazioni affettive nell’era digitale e indaga la lotta per l’autonomia. Ciò che emerge non è solo un racconto personale, ma una lettura strutturale del mondo sociale. Il dolore si trasforma in critica e l’esclusione rivela forme più profonde di potere. È in questo punto di incontro che si fonda la Teoria della Sostenibilità Culturale e Istituzionale, una proposta radicata nelle realtà africane. Il libro rifiuta i destini prestabiliti e presenta una generazione sospesa tra promesse e frustrazioni, ma comunque capace di scrivere la propria storia.