Massinissa LATBI / Said BOUARABA
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Librería Elías (Asturias)
Donde los libros
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Questa è la storia di un Paese stretto nella morsa del potere e dell’affitto. Conquistata a colpi di cannone e di fumo, espropriata fino al midollo da una colonizzazione incompleta, l’Algeria è passata da un tessuto sociale complesso, da una popolazione contadina e da confraternite flessibili, a un popolo espropriato, parcheggiato e addestrato a sopravvivere sotto la tutela straniera. Dal 1830 al 1871, il suolo e l’onore sono stati bruciati, le vecchie strutture schiacciate - per costruire sulle loro rovine una colonia vitale per l’economia borghese, ma mai completamente digerita da essa. Dal 1871 al 1920, la macchina coloniale ha portato avanti strade, ferrovie e porti - drenando risorse verso Marsiglia e Parigi - senza mai integrare la maggioranza autoctona, relegata ai margini come manodopera sottopagata nella propria terra. Il movimento nazionale, nato come movimento comunista internazionalista, si è poi spostato a destra. Nel 1962 il Paese ottenne l’indipendenza, ma sulle ceneri della guerra la borghesia nazionale emerse così debole da dover fare affidamento sull’unica forza organizzata: l’esercito di frontiera.