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Genere: thriller.Sottogenere: giallo gotico d’ambientazione storica, con innesti di romanzo d’atmosfera claustrale e di noir criminale italiano degli anni Cinquanta.Autunno 1957. Sulle colline che dominano la cittadina universitaria di Valdombra sorge il Collegio Universitario Santa Elvira, un’antica villa ottocentesca trasformata in residenza privata per giovani donne di famiglie facoltose. La reputazione dell’istituto è impeccabile; dietro la facciata elegante regna una disciplina quasi anacronistica, fatta di orari di rientro, corrispondenza registrata e scandali soffocati sul nascere.Vi arriva, in una sera di nebbia, Elena Valli, ventun anni, iscritta a Storia dell’arte, figlia di un restauratore morto pochi mesi prima. Da lui ha ereditato un’unica competenza, che si rivelerà decisiva: l’abitudine a riconoscere ciò che in una superficie è stato rifatto, coperto, ridipinto. Le basta un giorno per capire che la stanza assegnatale conserva le tracce di chi l’ha occupata prima, e che nessuno, in quella casa, ha voglia di parlarne.Elena impara presto che il Santa Elvira è attraversato da alleanze sotterranee. Claudia Serrani, la studentessa più influente, esercita sulle compagne un potere sottile fatto di confidenze raccolte e favori concessi. Beatrice Malvezzi, l’amministratrice, conosce ogni chiave e ogni stanza dell’edificio. Evelina Montorsi, la direttrice, vedova di un illustre neuropsichiatra, difende il prestigio dell’istituzione come si difende una fortezza. E poco prima dell’arrivo di Elena si è insediato un nuovo medico, il dottor Adriano Valeri, elegante, riservato e cortese in un modo che non convince del tutto.L’unica amicizia vera che Elena stringe è con Laura Bellini, studentessa di medicina, brillante e anticonformista, che conduce una vita notturna che nessuno nel collegio sospetta. Poi, una notte di ottobre, Laura non torna nella propria stanza. Il custode giura di averla vista rientrare nel parco poco prima di mezzanotte. Nessuna porta è stata forzata, nessuna finestra aperta. Laura è scomparsa all’interno della proprietà.Mentre la direzione tenta di ridurre il caso a una fuga volontaria, Elena scopre che l’amica non è la prima ragazza a svanire da quella casa: negli ultimi anni altre giovani hanno lasciato improvvisamente il collegio, e nessuna compagna ricorda di averle viste preparare i bagagli. Una fotografia strappata, un biglietto cucito nella fodera di un cappotto, un fiore nero a cinque petali inciso nel legno di un armadio: gli indizi che Elena raccoglie compongono un disegno che nessuno vuole guardare.La morte del vecchio custode, apparentemente accidentale, porta al Santa Elvira il commissario Leone Ferretti, investigatore metodico e poco incline ad accettare spiegazioni comode. Sotto i suoi interrogatori le contraddizioni cominciano a moltiplicarsi: un uomo politico nega una relazione che le prove documentano, una studentessa mente sui propri movimenti, la direttrice sembra conoscere molto più di quanto ammetta, e il nuovo medico mostra un interesse sproporzionato per gli oggetti appartenuti alla ragazza scomparsa.Seguendolo una notte, Elena scopre che la villa nasconde un secondo edificio sotto quello visibile: un’antica ala ospedaliera risalente alla guerra, con corridoi murati, stanze di degenza e un archivio che nessun documento ufficiale ammette esistere. È l’inizio di una discesa in cui due misteri diversi - uno vecchio di quindici anni, l’altro di due - si rivelano sovrapposti per caso, con Laura finita nel mezzo. Elena capisce troppo tardi che in quella casa nessuno è ciò che dichiara di essere, e che il pericolo non viene da fuori, ma da qualcosa che al Santa Elvira ha continuato a vivere indisturbato mentre sopra si serviva la cena alle sette e mezzo.