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Prestare attenzione alla percezione del viaggiatore, sensibile ai meccanismi da lui utilizzati, implica cogliere le sue esperienze come rappresentazioni prodotte collettivamente, in modo tale da attribuire un significato a una data realtà. Non essendo discorsi neutri, le rappresentazioni ci rivelano autorità, scelte, concezioni, strategie, conflitti, ecc. Partendo da questo presupposto, la narrazione prodotta da Richard Francis Burton (1831-1890) esprime il modo in cui egli percepiva e classificava la realtà che sperimentava; allo stesso modo, nei suoi racconti risuonavano le sue eccentricità, il suo atteggiamento di viaggiatore inglese, curioso, erudito, avventuriero e viaggiatore-scrittore. Affronteremo in modo analitico i suoi diari di viaggio, le sue descrizioni e la sua traiettoria, in particolare il periodo tra il 1865 e il 1869 in cui ricoprì la carica di console inglese nella città di Santos. L’analisi dell’opera di Burton sul Brasile si rivela pertinente e interessante poiché si tratta di un viaggiatore che ha percorso le montagne del Minas Gerais, ha navigato lungo il fiume San Francesco fino al mare, durante un periodo di cambiamenti sociali, politici ed economici in Brasile.