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Questo libro analizza *Lord Jim* di Joseph Conrad come una critica alla struttura coloniale. Lo studio sostiene che il potere coloniale corrompa la moralità sia del colonizzatore che del colonizzato all’interno del medesimo sistema. La maggior parte delle interpretazioni del romanzo si è concentrata sulla colpa personale di Jim, sulla sua ricerca di redenzione e sulla sofferenza delle popolazioni locali, trascurando però il modo in cui la struttura coloniale stessa generi dilemmi morali. La ricerca affronta tre interrogativi fondamentali: in che modo *Lord Jim* rappresenta il modo in cui i principi imperialisti plasmano il potere coloniale? In che misura la crisi d’identità di Jim riflette dilemmi psicologici e morali? Perché il romanzo ritrae il conflitto morale coloniale coinvolgendo sia il colonizzatore che il colonizzato? A tal fine, viene adottato un approccio postcoloniale come strumento di analisi. Tra i teorici più rilevanti presi in esame figurano Edward Said, Leela Gandhi, Homi K. Bhabha e Frantz Fanon. Gandhi evidenzia l’instabilità e la profonda ambivalenza dell’autorità coloniale, mentre Bhabha sviluppa i concetti di ibridità e *mimicry* (mimetismo). Entrambi gli studiosi dimostrano come l’autorità coloniale sia intrinsecamente instabile, fragile e incerta.