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Gli impianti dentali sono diventati una componente fondamentale dell’odontoiatria contemporanea poiché offrono ai pazienti con denti mancanti una riabilitazione stabile, funzionale ed esteticamente accettabile. Il loro successo è attribuito principalmente all’osteointegrazione, un processo in cui si instaura un contatto strutturale e funzionale diretto tra la superficie dell’impianto e l’osso circostante. Il titanio e le sue leghe sono i materiali più comunemente utilizzati per gli impianti grazie alle loro proprietà meccaniche favorevoli, alla resistenza alla corrosione, alla biocompatibilità e alla capacità di favorire l’osteointegrazione. Tuttavia, nessun materiale odontoiatrico può essere considerato completamente biologicamente inerte. In soggetti sensibili, ioni metallici, prodotti di corrosione, monomeri residui, cementi, resine e altri componenti associati alla terapia implantare possono provocare reazioni di ipersensibilità, tra cui la dermatite allergica da contatto.La dermatite da contatto allergica è una reazione di ipersensibilità di tipo IV a rilascio ritardato, mediata prevalentemente dai linfociti T sensibilizzati. Si sviluppa in seguito al contatto con un allergene specifico in un individuo precedentemente sensibilizzato. A differenza dell’ipersensibilità immediata di tipo I, che si manifesta nel giro di pochi minuti ed è mediata dal sistema immunitario