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Questo libro esplora le narrazioni mitologiche e conduce un’analisi comparativa di Circe di Madeline Miller e Il canto di Penelope (The Penelopiad) di Margaret Atwood. Indaga come le rivisitazioni contemporanee possano cambiare le rappresentazioni patriarcali di figure femminili trascurate come Circe e Penelope nell’Odissea di Omero. In primo luogo, basandosi sulla critica letteraria femminista, lo studio si concentra sulle strategie e sulle tendenze che le autrici femministe contemporanee utilizzano per sfidare le presentazioni patriarcali tradizionali su temi quali l’isolamento, la colpa, la maternità, il ruolo di moglie e la femminilità. Lo studio è diviso in due parti principali, che si concentrano sul rifiuto delle donne da parte della società, sull’esilio, sulla giustizia, sull’identità e sull’etica femminista. La seconda parte di questa tesi conduce un’analisi comparativa di Circe e Penelope, concentrandosi sulle somiglianze e differenze tra queste donne, e dimostra come Atwood e Miller abbiano trasformato due personaggi precedentemente trascurati in donne forti, moralmente complesse e psicologicamente sviluppate che non hanno più bisogno degli uomini per definire il proprio potere e la propria identità.