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Questo tema esamina Bollywood come strumento della diplomazia culturale e del soft power dell’India, sostenendo che il cinema hindi funga da ambasciatore informale nel plasmare la percezione globale dell’India, spesso in modo più efficace rispetto ai canali diplomatici ufficiali. Attingendo al modello del soft power di Joseph Nye, il tema illustra come la musica, le narrazioni e l’estetica di Bollywood abbiano contribuito a creare familiarità e simpatia nei confronti dell’India in regioni quali l’ex blocco sovietico, il Medio Oriente, Africa e la diaspora, considerando al contempo come lo Stato indiano abbia valorizzato questa esportazione culturale attraverso festival e iniziative rivolte alla diaspora, insieme a una riflessione critica sui suoi limiti, tra cui il divario tra rappresentazione cinematografica e realtà vissuta e le tensioni tra obiettivi commerciali e diplomatici - posizionando infine Bollywood come un attore significativo, sebbene informale, nella formazione dell’identità globale dell’India.