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L’Ungheria terminò la Prima Guerra Mondiale dalla parte degli sconfitti, perdendo territori, uomini e risorse. A causa dell’attuazione del Trattato di pace, l’industria degli armamenti e le forze armate esistenti furono assai limitate. Fin dall’inizio l’industria degli armamenti e le Forze Armate mantennero segretamente capacità che superavano i limiti previsti. Dall’inizio degli anni ’30 iniziarono l’allargamento e la modernizzazione delle Forze Armate. L’Ungheria era una paese agricolo con limitate risorse industriali, ma vantava una tradizione che gli permise di modernizzare e produrre armi di fanteria e artiglieria. In un primo momento, ci si basò sulla modernizzazione degli armamenti della Prima Guerra Mondiale ereditati dall’esercito austro-ungarico. In seguito, vennero acquistate licenze straniere e messe in produzione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’industria ungherese fu in grado di fornire all’esercito molti tipi di armi leggere e di artiglieria, ma non tutte erano di concezione moderna. Un numero significativo di armi tedesche e catturate fu usato anche dagli ungheresi.