AKASH BHOKARE / Amit Mhapuskar
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Questa rassegna esamina l’efficacia dell’autofluorescenza tissutale mediante VELscope nell’individuazione di patologie orali potenzialmente maligne. Il metodo viene confrontato con l’approccio standard dell’esame istopatologico e con altri strumenti diagnostici. La revisione evidenzia che il VELscope è un valido ausilio non invasivo in grado di identificare alterazioni tissutali anomale attraverso i modelli di fluorescenza. Tuttavia, la sua accuratezza diagnostica varia, con alcuni casi di falsi positivi e negativi. A causa di queste limitazioni, si raccomanda di utilizzare il VELscope insieme all’esame clinico e alla biopsia piuttosto che come metodo diagnostico a sé stante. La combinazione di diverse tecniche diagnostiche migliora l’individuazione di lesioni orali potenzialmente maligne. La revisione suggerisce inoltre che sono necessarie ulteriori ricerche per migliorare la coerenza e l’applicazione dell’autofluorescenza in ambito clinico. Nel complesso, l’autofluorescenza tissutale appare promettente per la diagnosi precoce, ma richiede un’attenta interpretazione.